Centro studi per la stagione dei movimenti
Memorie d’agosto
Le barricate antifasciste nell’Italia repubblicana
Seminario di studi - Parma, 7 dicembre 2002

Un antifascismo difficile: gli Arditi del popolo negli studi storici
Eros Francescangeli

 

Frontespizio della copertina del volume di Eros Francescangeli, Arditi del popolo, Roma, Odradek, 2000.La questione della valutazione del fenomeno ardito-popolare è connessa ai giudizi di merito sul diciannovismo, sul fascismo delle origini e sul nesso movimento operaio e questione militare. Per quel che riguarda la matrice, tra gli storici che si sono occupati degli Arditi del popolo si sono delineate due principali linee interpretative. La prima sostiene che il movimento sia sorto in stretto legame con l’arditismo di guerra e lo spirito dannunziano (letti anche come fenomeni “di sinistra”): gli Arditi del popolo esprimerebbero quel sovversivismo piccolo borghese che nel corso del biennio rosso seguì una traiettoria inversa a quella fascista. La seconda giudica invece l’associazione antifascista sostanzialmente estranea alle vicende del ribellismo degli ex combattenti (considerato un fenomeno sostanzialmente reazionario); le origini degli Arditi del popolo andrebbero quindi ricercate nella storia e nelle tradizioni del movimento operaio. Anche sull’individuazione della tipologia di antifascismo la storiografia si differenzia tra chi individua le peculiarità fortemente classiste dell’arditismo popolare e chi ne sottolinea l’aspetto unitario, ridimensionando però la carica sovversiva. Se sono sostanzialmente da accogliere le prime linee interpretative (legame con il combattentismo e antifascismo sovversivo), è invece da respingere l’interpretazione “complottista” – in verità, assai minoritaria – secondo la quale l’organizzazione sarebbe stata una manovra nittiana.