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studi per la stagione dei movimentiMemorie d’agosto Le barricate antifasciste nell’Italia repubblicana Seminario di studi - Parma, 7 dicembre 2002 | |
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La Resistenza del 1922
Costruzione della memoria nella Repubblica dei partiti
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Negli anni del regime fascista e della lotta partigiana, tramandatosi
nelle famiglie e nelle osterie, il ricordo dell’Agosto 1922 era diventato
elemento fondante dell’identità popolare antifascista di Parma. Con
questa memoria i partiti democratici dell’Italia repubblicana, nuovi
protagonisti della vita pubblica, si dovettero confrontare all’indomani
della Liberazione ed assunsero quelle giornate di ribellione quale riferimento
ideale per la propria autobiografia storica. Questa operazione, però,
fu possibile solo attraverso il filtro -deformante- dell’uso politico
della storia: le Barricate del 1922 vennero strappate al contesto storico
del primo dopoguerra e del “biennio rosso” e rappresentate come un’anticipazione
della Resistenza del 1943-45. In questa raffigurazione, gli Arditi del
Popolo divennero il prologo delle formazioni partigiane e del Corpo
Volontari della Libertà, mentre Guido Picelli (morto in Spagna nel gennaio
1937) veniva celebrato come il primo e il più eroico comandante del
movimento antifascista della città. Nel clima unitario dei governi del
dopoguerra, ogni partito rivendicava il proprio ruolo nelle “gloriose
giornate del ’22”, in particolare il Pci -attraverso l’opera di Dante
Gorreri e Giacomo Ferrari- iniziò a promuovere, sulle pagine dei periodici
e nelle sedi pubbliche, una politica della memoria finalizzata a costruire
l’identità collettiva e a valorizzare il ruolo dei comunisti quali eredi
della vittoria antifascista d’Agosto. D’altra parte, la Democrazia Cristiana
recuperava la figura di Ulisse Corazza, il consigliere comunale del
Ppi morto nei combattimenti dell’Oltretorrente, quale martire cattolico
nella lotta per la difesa della democrazia. Gli anni della “guerra fredda”
e della contrapposizione tra il fronte delle sinistre e i governi centristi
della Dc cambiarono le cose: la memoria delle Barricate, come più in
generale quella dell’antifascismo e della Resistenza, subì un processo
di politicizzazione e di polarizzazione tra i due schieramenti. Da un
lato, Pci e Psi accentuarono l’utilizzo dei “fatti del 1922” nella polemica
politica, dall’altro, la Democrazia Cristiana tese ad affievolire il
ricordo di quell’evento, anche pagando il prezzo di un aspro dibattito
interno. Nel 1962, in occasione delle celebrazioni per il 40° anniversario,
il ricordo delle Barricate tornava ad essere valorizzato unitariamente:
il clima politico di collaborazione dei governi di centro-sinistra spinse
tutti i partiti a evidenziare, nelle giornate d’Agosto, il carattere
di unità popolare, “al di là delle convinzioni ideologiche e religiose”,
e di difesa dei valori democratici contro “le orde fasciste”. Gli eventi
di Parma trovavano ormai una collocazione consolidata e significativa
nella ricostruzione della storia d’Italia: dal Risorgimento ai moti
di fine secolo, dalle Barricate al movimento partigiano, dalla Repubblica
e alla Costituzione, i partiti indicavano i “momenti alti” della lotta
per la costruzione della democrazia. Nel corso dei decenni, dunque,
il legame indissolubile tra Barricate e Resistenza era diventato senso
comune ed identità collettiva. Negli anni Settanta, quando la “strategia
della tensione” e i progetti eversivi dell’estrema destra condizionarono
il quadro politico, l’immagine delle Barricate assumeva nuovamente tratti
politici: in modo differente e, anzi, contrastante, l’Agosto di Parma
venne utilizzato come analogia storica per giustificare strategie e
tattiche del presente. Per i partiti dell’arco costituzionale esso era
l’esempio di come la difesa delle libertà politiche dovesse basarsi
sull’unità delle forze democratiche. Al contrario, per i movimenti giovanili
anticapitalisti quella mobilitazione era la prova di come il fascismo
fosse un prodotto della lotta di classe e si potesse battere solamente
con l’azione diretta dei lavoratori. Con la fine della “stagione dei
movimenti” e i processi di trasformazione degli anni Ottanta, la memoria
delle Barricate subì un “ridimensionamento”: dal campo del conflitto
ideologico a quello della ricerca culturale e a quello delle celebrazioni
rituali. Tuttavia, soprattutto nella seconda metà degli anni Novanta,
l’Agosto di Parma continua ad essere utilizzato nell’arena politica
da partiti e movimenti. |