Centro studi per la stagione dei movimenti
Memorie d’agosto
Le barricate antifasciste nell’Italia repubblicana
Seminario di studi - Parma, 7 dicembre 2002

La Resistenza del 1922 Costruzione della memoria nella Repubblica dei partiti
William Gambetta

 

Manifesto del Pci di Parma, Agosto 1922- Agosto 1972, 1972. Negli anni del regime fascista e della lotta partigiana, tramandatosi nelle famiglie e nelle osterie, il ricordo dell’Agosto 1922 era diventato elemento fondante dell’identità popolare antifascista di Parma. Con questa memoria i partiti democratici dell’Italia repubblicana, nuovi protagonisti della vita pubblica, si dovettero confrontare all’indomani della Liberazione ed assunsero quelle giornate di ribellione quale riferimento ideale per la propria autobiografia storica. Questa operazione, però, fu possibile solo attraverso il filtro -deformante- dell’uso politico della storia: le Barricate del 1922 vennero strappate al contesto storico del primo dopoguerra e del “biennio rosso” e rappresentate come un’anticipazione della Resistenza del 1943-45. In questa raffigurazione, gli Arditi del Popolo divennero il prologo delle formazioni partigiane e del Corpo Volontari della Libertà, mentre Guido Picelli (morto in Spagna nel gennaio 1937) veniva celebrato come il primo e il più eroico comandante del movimento antifascista della città. Nel clima unitario dei governi del dopoguerra, ogni partito rivendicava il proprio ruolo nelle “gloriose giornate del ’22”, in particolare il Pci -attraverso l’opera di Dante Gorreri e Giacomo Ferrari- iniziò a promuovere, sulle pagine dei periodici e nelle sedi pubbliche, una politica della memoria finalizzata a costruire l’identità collettiva e a valorizzare il ruolo dei comunisti quali eredi della vittoria antifascista d’Agosto. D’altra parte, la Democrazia Cristiana recuperava la figura di Ulisse Corazza, il consigliere comunale del Ppi morto nei combattimenti dell’Oltretorrente, quale martire cattolico nella lotta per la difesa della democrazia. Gli anni della “guerra fredda” e della contrapposizione tra il fronte delle sinistre e i governi centristi della Dc cambiarono le cose: la memoria delle Barricate, come più in generale quella dell’antifascismo e della Resistenza, subì un processo di politicizzazione e di polarizzazione tra i due schieramenti. Da un lato, Pci e Psi accentuarono l’utilizzo dei “fatti del 1922” nella polemica politica, dall’altro, la Democrazia Cristiana tese ad affievolire il ricordo di quell’evento, anche pagando il prezzo di un aspro dibattito interno. Nel 1962, in occasione delle celebrazioni per il 40° anniversario, il ricordo delle Barricate tornava ad essere valorizzato unitariamente: il clima politico di collaborazione dei governi di centro-sinistra spinse tutti i partiti a evidenziare, nelle giornate d’Agosto, il carattere di unità popolare, “al di là delle convinzioni ideologiche e religiose”, e di difesa dei valori democratici contro “le orde fasciste”. Gli eventi di Parma trovavano ormai una collocazione consolidata e significativa nella ricostruzione della storia d’Italia: dal Risorgimento ai moti di fine secolo, dalle Barricate al movimento partigiano, dalla Repubblica e alla Costituzione, i partiti indicavano i “momenti alti” della lotta per la costruzione della democrazia. Nel corso dei decenni, dunque, il legame indissolubile tra Barricate e Resistenza era diventato senso comune ed identità collettiva. Negli anni Settanta, quando la “strategia della tensione” e i progetti eversivi dell’estrema destra condizionarono il quadro politico, l’immagine delle Barricate assumeva nuovamente tratti politici: in modo differente e, anzi, contrastante, l’Agosto di Parma venne utilizzato come analogia storica per giustificare strategie e tattiche del presente. Per i partiti dell’arco costituzionale esso era l’esempio di come la difesa delle libertà politiche dovesse basarsi sull’unità delle forze democratiche. Al contrario, per i movimenti giovanili anticapitalisti quella mobilitazione era la prova di come il fascismo fosse un prodotto della lotta di classe e si potesse battere solamente con l’azione diretta dei lavoratori. Con la fine della “stagione dei movimenti” e i processi di trasformazione degli anni Ottanta, la memoria delle Barricate subì un “ridimensionamento”: dal campo del conflitto ideologico a quello della ricerca culturale e a quello delle celebrazioni rituali. Tuttavia, soprattutto nella seconda metà degli anni Novanta, l’Agosto di Parma continua ad essere utilizzato nell’arena politica da partiti e movimenti.