Centro studi per la stagione dei movimenti
Memorie d’agosto
Le barricate antifasciste nell’Italia repubblicana
Seminario di studi - Parma, 7 dicembre 2002

I graffiti della memoria: storia di un monumento
Ilaria La Fata

 

Lavori in piazzale Rondani a Parma per l'erezione del Monumento alle barricate del 1922 (estate 1997). In tutte le città italiane, il paesaggio urbano è fortemente segnato dalla rappresentazione della propria storia: epigrafi, nomi delle strade e monumenti cristallizzano, infatti, i momenti che le istituzioni reputano maggiormente significativi per l’intera collettività. In particolare, per quel che riguarda Parma e le tracce della memoria dell’Agosto 1922, fu la nuova esperienza resistenziale a rivendicare l’eredità diretta di quei fatti e contemporaneamente a sottolinearne la forte attualità, nonostante i tentativi di cancellazione operati dalla dittatura fascista nel corso di tutto il ventennio: ne sono un esempio l’intitolazione di piazza Picelli o la posa della lapide a lui dedicata fin dal gennaio 1946. Le intenzioni, da subito, furono quelle di evidenziare il patrimonio culturale unitario che l’esperienza antifascista e partigiana aveva tramandato, superando le differenze politiche tra le diverse componenti dei nuovi governi dell’Italia repubblicana e, allo stesso tempo, richiamando l’attenzione sulla specificità del contributo di tutte le parti. Nel 1963, quasi un ventennio dopo, le stesse motivazioni furono la premessa per la deposizione della lapide commemorativa di Ulisse Corazza. Tramite questi “autoritratti pubblici”, dal carattere storico e selettivo, appaiono dunque evidenti i processi di rappresentazione ed interpretazione del passato istituiti dalla memoria collettiva, che, in questo modo, rafforza i valori legati intrinsecamente al patrimonio culturale della comunità, istituendo anche una stretta relazione tra le immagini del passato e le dinamiche e gli interessi predominanti nel presente. Strettamente legate alla memoria collettiva, anche le commemorazioni -intese come elementi di una “religione civile” finalizzata alla costruzione di un’identità nazionale e con un intento educativo per le nuove generazioni- sono espressione della volontà di memoria delle varie componenti sociali, nonché frutto di conflitti e compromessi tra i gruppi stessi. La proposta di erigere un monumento alla memoria delle Barricate fu avanzata negli anni Sessanta, e dovette affrontare un percorso tutt’altro che immediato. Essa, infatti, si legò inevitabilmente ai diversi periodi storici -e alle conseguenti diverse interpretazioni degli eventi- e, da un punto di vista più strettamente locale, al susseguirsi delle varie amministrazioni . Nel 1967, trentesimo anniversario della morte di Guido Picelli, l’Anppia propose di dedicare un monumento a lui e, più in generale, a tutti i caduti antifascisti di Parma. L’idea del monumento attraversò così la storia dell’Italia repubblicana, passando dagli anni Settanta, in cui antifascismo istituzionale e antifascismo militante si contrapposero frontalmente, agli anni Ottanta (quando anche la memoria dell’Agosto 1922 venne compresa in un ambito più strettamente storico-culturale) fino agli anni Novanta. Nel clima generato dal palesarsi degli elevati livelli di corruzione politica della ‘prima Repubblica’ e dalla vittoria del centro destra alle elezioni politiche del marzo 1994, le insistenze dell’Anppia per sciogliere i nodi della questione relativa al monumento sembrarono finalmente trovare la strada. In accordo con le associazioni partigiane e con la Giunta comunale, si giunse alla soluzione definitiva nel 1997, con l’inaugurazione del monumento progettato dell’architetto Luca Monica (assegnatario dell’incarico per la ristrutturazione dell’intera area) in piazzale Rondani. Il monumento alle Barricate del 1922 è costituito da tre essenziali telai in legno lamellare che sostengono delle lastre di granito graffite con testi e immagini - realizzati con il contributo dell’Istituto Storico della Resistenza di Parma - relativi alla narrazione di quelle giornate, come in una sorta di libro di pietra. Il discorso pedagogico di questo libro di pietra insiste soprattutto sulla lettura delle Barricate come reazione unitaria e compatta di un’intera comunità. Non è un caso, infatti, se nell’elenco dei cittadini non figurano solo coloro che presero parte attiva ai combattimenti, ma anche personaggi “distanti” dalle armi. Per questo a Picelli, “il tribuno di Parma”, non viene dedicato uno spazio particolare: il suo nome compare nell’elenco in ordine alfabetico, nonostante l’inaugurazione del monumento avvenga proprio nel sessantesimo anniversario della sua morte, a trent’anni esatti dalla proposta di un Comitato provvisorio di erigere un monumento alla sua memoria.