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studi per la stagione dei movimentiMemorie d’agosto Le barricate antifasciste nell’Italia repubblicana Seminario di studi - Parma, 7 dicembre 2002 | |
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I graffiti della memoria:
storia di un monumento
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In tutte le città italiane, il paesaggio urbano è fortemente segnato
dalla rappresentazione della propria storia: epigrafi, nomi delle strade
e monumenti cristallizzano, infatti, i momenti che le istituzioni reputano
maggiormente significativi per l’intera collettività. In particolare,
per quel che riguarda Parma e le tracce della memoria dell’Agosto 1922,
fu la nuova esperienza resistenziale a rivendicare l’eredità diretta
di quei fatti e contemporaneamente a sottolinearne la forte attualità,
nonostante i tentativi di cancellazione operati dalla dittatura fascista
nel corso di tutto il ventennio: ne sono un esempio l’intitolazione
di piazza Picelli o la posa della lapide a lui dedicata fin dal gennaio
1946. Le intenzioni, da subito, furono quelle di evidenziare il patrimonio
culturale unitario che l’esperienza antifascista e partigiana aveva
tramandato, superando le differenze politiche tra le diverse componenti
dei nuovi governi dell’Italia repubblicana e, allo stesso tempo, richiamando
l’attenzione sulla specificità del contributo di tutte le parti. Nel
1963, quasi un ventennio dopo, le stesse motivazioni furono la premessa
per la deposizione della lapide commemorativa di Ulisse Corazza. Tramite
questi “autoritratti pubblici”, dal carattere storico e selettivo, appaiono
dunque evidenti i processi di rappresentazione ed interpretazione del
passato istituiti dalla memoria collettiva, che, in questo modo, rafforza
i valori legati intrinsecamente al patrimonio culturale della comunità,
istituendo anche una stretta relazione tra le immagini del passato e
le dinamiche e gli interessi predominanti nel presente. Strettamente
legate alla memoria collettiva, anche le commemorazioni -intese come
elementi di una “religione civile” finalizzata alla costruzione di un’identità
nazionale e con un intento educativo per le nuove generazioni- sono
espressione della volontà di memoria delle varie componenti sociali,
nonché frutto di conflitti e compromessi tra i gruppi stessi. La proposta
di erigere un monumento alla memoria delle Barricate fu avanzata negli
anni Sessanta, e dovette affrontare un percorso tutt’altro che immediato.
Essa, infatti, si legò inevitabilmente ai diversi periodi storici -e
alle conseguenti diverse interpretazioni degli eventi- e, da un punto
di vista più strettamente locale, al susseguirsi delle varie amministrazioni
. Nel 1967, trentesimo anniversario della morte di Guido Picelli, l’Anppia
propose di dedicare un monumento a lui e, più in generale, a tutti i
caduti antifascisti di Parma. L’idea del monumento attraversò così la
storia dell’Italia repubblicana, passando dagli anni Settanta, in cui
antifascismo istituzionale e antifascismo militante si contrapposero
frontalmente, agli anni Ottanta (quando anche la memoria dell’Agosto
1922 venne compresa in un ambito più strettamente storico-culturale)
fino agli anni Novanta. Nel clima generato dal palesarsi degli elevati
livelli di corruzione politica della ‘prima Repubblica’ e dalla vittoria
del centro destra alle elezioni politiche del marzo 1994, le insistenze
dell’Anppia per sciogliere i nodi della questione relativa al monumento
sembrarono finalmente trovare la strada. In accordo con le associazioni
partigiane e con la Giunta comunale, si giunse alla soluzione definitiva
nel 1997, con l’inaugurazione del monumento progettato dell’architetto
Luca Monica (assegnatario dell’incarico per la ristrutturazione dell’intera
area) in piazzale Rondani. Il monumento alle Barricate del 1922 è costituito
da tre essenziali telai in legno lamellare che sostengono delle lastre
di granito graffite con testi e immagini - realizzati con il contributo
dell’Istituto Storico della Resistenza di Parma - relativi alla narrazione
di quelle giornate, come in una sorta di libro di pietra. Il discorso
pedagogico di questo libro di pietra insiste soprattutto sulla lettura
delle Barricate come reazione unitaria e compatta di un’intera comunità.
Non è un caso, infatti, se nell’elenco dei cittadini non figurano solo
coloro che presero parte attiva ai combattimenti, ma anche personaggi
“distanti” dalle armi. Per questo a Picelli, “il tribuno di Parma”,
non viene dedicato uno spazio particolare: il suo nome compare nell’elenco
in ordine alfabetico, nonostante l’inaugurazione del monumento avvenga
proprio nel sessantesimo anniversario della sua morte, a trent’anni
esatti dalla proposta di un Comitato provvisorio di erigere un monumento
alla sua memoria. |