Centro studi per la stagione dei movimenti
Memorie d’agosto
Le barricate antifasciste nell’Italia repubblicana
Seminario di studi - Parma, 7 dicembre 2002

Il ritratto ricostruito. La leggenda di Guido Picelli nella narrazione orale dei contemporanei
Guido Pisi

 

Frontespizio del catalogo della mostra Dietro le barricate. Parma 1922, Comune di Parma - Provincia di Parma - Istituto storico della resistenza per la provincia di Parma, Parma, 1983. «La luce del divino, che cade sulla figura dell’Eroe, è stranamente mescolata all’ombra della mortalità. Ne deriva un carattere mitologico, il carattere di un essere speciale, al quale appartiene almeno una storia: il racconto che riguarda quello e nessun altro Eroe. Se si sostituisce il carattere mitologico con una qualificazione puramente umana, le leggende degli eroi diventano semplici storie di guerrieri» . Queste parole del grande mitologo ungherese Károly Kerényi, riferite alla tradizione eroica della Grecia classica, sottolineano suggestivamente il nesso inscindibile che lega la figura dell'eroe al suo mito e dunque alla narrazione. Il racconto delle imprese eroiche, che gli “uomini comuni” si tramandano di generazione in generazione, non contribuisce solamente a perpetuare la memoria di quelle gesta ma anche a edificarne la leggenda. E' ancora Kerényi a suggerirci come le leggende degli eroi - a differenza delle mitologie degli dèi - siano sempre collocate in un tempo storico («Agli Eroi non possiamo disconoscere per principio una effettiva esistenza storica, una storicità» ). Eppure, sebbene una volta abbiano abitato il tempo della storia, le loro figure entrano nelle "leggende" in modo tale che si distaccano dalla storia. Attraverso la sua leggenda, l'eroe agisce come un archètipo, un modello originario che ispira negli esseri umani la "mìmesis", l'imitazione. Malgrado la grande distanza dei contesti, è quasi naturale ricondurre entro le coordinate mitologiche tracciate da Kerényi anche la leggenda di Guido Picelli, così come essa è giunta sino a noi attraverso le narrazioni orali dei suoi contemporanei. I frammenti narrativi sono contenuti nelle 18 testimonianze raccolte tra aprile e maggio del 1982 nel corso di una ricerca in video, realizzata dall'Archivio nazionale cinematografico della resistenza di Torino in collaborazione con l'Istituto storico della resistenza di Parma per il 60° anniversario delle barricate antifasciste dell'agosto 1922. Dal materiale delle interviste, che vennero eseguite da un gruppo di studiosi diretti da Paolo Gobetti, furono tratti successivamente quattro montaggi; uno di essi s'intitola "Ritratto di Guido" ed è dedicato, appunto, alla biografia di Picelli. Anna Paola Olivetti, che ne curò la realizzazione, scrive: «appare chiaro come le testimonianze si strutturino nella forma classica di agiografia: certo, al fondo sta la personalità stessa di Picelli, stanno le sue doti di carattere, il suo fascino, la sua capacità di far presa sulla gente, che lo promuovono con particolare forza al rango di eroe. L'agiografia parmense picelliana è, già in sé, un materiale di grande interesse, sia perché mostra la radice popolare di Picelli, sia perché è un felicissimo esempio, ben circoscritto, di come si costruisca una biografia sulla base del racconto orale e popolaresco» . Di fatto, i ricordi di coloro che conobbero personalmente Guido Picelli, a sessant'anni di distanza mostrano gli effetti di un'inevitabile cristallizzazione, dovuta anche al sovrapporsi delle letture e delle ricostruzioni celebrative con le quali ormai si confondono, senza possibilità di distinzione, i dati dell'esperienza diretta vissuta dai protagonisti . Ugualmente, attraverso le voci dei testimoni oggi tutti scomparsi, il ritratto dell'eroe-Picelli prende vigorosamente forma, assumendo quella "quasi esistenza" che supera i limiti della comune esistenza umana, giacché essa abbraccia - nel culto della memoria - anche la vita dell'aldilà (il fasto funebre del corteo che lo accompagna lungo le Ramblas di Barcellona, la peripezia della bandiera del "Quinto Reggimento" usata per sudario, il mistero della tomba scomparsa e mai più ritrovata, ne costituiscono altrettanti chiari esempi). Così come nell'epica degli eroi greci, anche la leggenda di Guido Picelli, quando la narrazione tocca i suoi connotati umani, ha la concretezza della realtà - della vita dei borghi, delle espressioni nel dialetto dell'Oltretorrente - senza mai cercare di idealizzarne moralisticamente la figura.

1 Carlo Kerényi, Die Heroen der Griechen, Rhein-Verlag AG, Zurich 1958 (trad. it. Gli dei e gli eroi della Grecia. II. Gli Eroi, traduzione di Vanda Tedeschi, Il Saggiatore, Milano 1963, p.19)
2 Ivi, p.17.
3 Anna Paola Olivetti, Paola Zanetti, Videostoria. Interviste ai testimoni, in Dietro le barricate. Parma 1922, catalogo della mostra storica omonima svoltasi al Parco ex Eridania di Parma 30 aprile-30 maggio 1983, Comune di Parma - Provincia di Parma - Istituto storico della resistenza per la provincia di Parma, Grafiche Step Editrice, Parma 1983, p.128.